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27 Gennaio 2021 - 23:25

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SantAngelo in Lizzola
Alla Corte dei Mamiani
Il 30 31 luglio e il 1 agosto a SantAngelo in Lizzola si terr lormai tradizionare rievocazione storica Alla Corte dei Mamiani, una manifestazione che raggiunge il 14 anno di et.

Si tratta di un evento molto importante per lantica cittadina che ospiter nei tre giorni molti visitatori provenienti da ogni parte dItalia e dallestero con lintento di far conoscere le sue tradizioni storiche, culturali e gastronomiche.
Il Circolo Culturale G.Branca, lIstituto Comprensivo di SantAngelo in Lizzola-Montecchio, il Comune di SantAngelo in Lizzola e la Provincia di Pesaro e Urbino hanno curato nei minimi particolari lorganizzazione della manifestazione ed hanno prodotto una pubblicazione di cui riportiamo i contenuti.

Simbolo prezioso del territorio
E'con piacere che saluto, a nome mio personale e di tutta l'Amministrazione Comunale,gli organizzatori della Rievocazione Storica "Alla Corte dei Mamiani"giunta, quest'anno, alla quattordicesima edizione.
Chi frequenta i "luoghi della festa"nei giorni della sua preparazione pu coglierne gli ingre dienti fondamentali: il grande impegno, l'entusiasmo e l'attaccamento alle tradizioni della propria terra delle donne, degli uomini e dei ragazzi che da tanto tempo confezionano questa importante iniziativa, che valorizza il nostro territorio e tutte le colline pesaresi.
Un appuntamento "immancabile"dunque, per il quale gli organizzatori, ad ogni edizione, si attrezzano, non solo per mantenerla, ma soprattutto per svilupparla e perfezionarla pensando anche alle aspettative del pubblico futuro e delle possibilit organizzative.
LAmministrazione Comunale ha ritenuto e ritiene questo un evento importante da sostenere e valorizzare con l'impegno e la collaborazione di tutti per tenere ovviamente alto il livello della manifestazione che simbolo prezioso di Sant'Angelo in Lizzola.
Guido Formica
Sindaco di Sant'Angelo in Lizzola

Perch la rievocazione ?
Rievocare per conoscere e riscoprire luoghi ricchi di natura, di storia e di cultura che quelli che ci hanno preceduto ci hanno lasciato intatti nella loro bellezza, perch sensibili a tutti gli aspetti che rendono singolare nella sua specificit l'essere umano.
Rievocare per riappropriarsi delle proprie radici, della propria identit, per riscoprire usanze e costumi, per rinsaldare il profondo legame che ci unisce alla nostra terra. In queste parole sta il senso della nostra Rievocazione Storica ed proprio per questo motivo che rivolgo un grazie commosso a tutti i santangiolesi che offrono generosamente la loro disponibilit, alle Istituzioni, alle ditte e ai privati, che ogni anno con il loro aiuto ci permettono di realizzare questa manifestazione.
In particolare voglio ringraziare l'Istituto Comprensivo, che promuove e d forma all'iniziativa portata avanti dalla Scuola Primaria e Secondaria con sensibilit e dedizione, il Sindaco e tutta lAmministrazione Comunale, interessati e pronti alla valorizzazione del territorio; ed infine un grazie di cuore a tutti quelli che con la loro presenza alla manifestazione, ci spronano a fare sempre meglio.
Cesare Antonini
Presidente del Circolo Culturale"G.Branca"


Alla Corte dei Mamiani Storia, cultura, arte, spettacoli, banchetti...
Un weekend ricco di appuntamenti con la storia, la cultura, l'arte, gli spettacoli, i ban chetti, per rivivere e raccontare una data importante che appartiene alla memoria dei castellani di Sant' Angelo in Lizzola. Tutto ha inizio quando, alla fine del 1584, a S Agnolo si tenne una grande festa per ringraziare Francesco Maria II" Della Rovere, ultimo duca di Urbino, per l'investitura concessa al Conte Giulio Cesare Mamiani. Lo sforzo congiunto dell'Associazione culturale "G. Branca' e del Comune di S. Angelo in Lizzola ha permesso la realizzazione di questo evento, giunto alla sua quattordicesima edizione, che intende riproporre la lettura di una pagina molto signifcativa nella storia del paese.
L'appuntamento di sabato 31 luglio e domenica 1 agosto prevede un crescendo di spettacoli, con cortei storici di nobili e popolani del castello, suonatori di chiarine, tamburini e danzatrici, e gare del Palio dell'orso con giochi (completamente rinnovati) disputati tra i due rioni e i due comuni limitrofi che avevano gi partecipato nel 1584 alla cerimonia di investitura: Montefelcino, Ginestreto, Borgo di S. Angelo, Castello di S. Angelo. Al termine delle gare ai giocatori si affiancheranno alle damigelle danzatrici della Corte dei Mamiani accompagnate dai giovani tamburini e suonatori di chiarine, musici con il gruppo Barbarian Pipe Band, composto da tre cornamusieri e due percussionisti, falconieri, giullari, acrobati, il conte Mamiani e famiglia, nobili e popolani, due compagnie d'armi per sfilare in un imponente corteo per le vie del castello e del borgo. Un autentico momento artistico di poesia ed emozione catturer l'attenzione e lo stupore di ogni partecipante con un grande numero spettacolare della compagnia teatrale Atmo di Bastia Umbra, con attori sui trampoli che usano macchine pirotecniche e giochi di fuoco presentando la leggenda di Prometeo, colui che con l'astuzia rub il sacro fuoco agli dei, uno spettacolo indimenticabile di grande impatto visivo. Due accampamenti militari vengono allestiti in un piazzale dentro le mura castellane con i Poeti della spada di Urbino, mentre all'ingresso della manifestazione un gruppo di soldati di ventura, l'ordine delle Croci di Trieste, fanno rivivere giochi, duelli e spettacoli d'altri tempi. Da sottolineare all'interno e lungo i vicoli del centro storico una ricca presenza di artisti e artigiani, uno degli aspetti pi significativi e qualificanti della manifestazione, che presentano arti e mestieri del periodo rinascimentale con il mercato storico Schola hominum burgi di Ravenna. Viene ricostruito uno spaccato di vita rinascimentale quanto pi veritiero possibile con mestieri, giochi e animazioni di un mondo lontano ma ancora in grado di incuriosire e coinvolgere: dallo schiaccianoci al tiro con l'arco, al birillo che non cade mai e tante altre attivit ludiche per i bambini di ieri e di oggi. Ampio spazio dedicato alla riscoperta di antichi sapori con banchetto rinascimentale in piazza, riservato a tutti i nobili che hanno partecipato al corteo, e cena nelle quattro taverne dove si degustano i piatti tpici della tradizione santangiolese. Domenica la festa si con eluder con la simulazione d'incendio della torre e scintillanti fuochi artifciali, meraviglie pirotecniche della premiata ditta di Meleto di Montegridolfo.


Due Spade Unite
Un evento - spettacolo proposto dai "Tamburini e le Damigelle della Corte dei Mamiani" ed "i Poeti della Spada", per celebrare, intorno all'anno 1000 l'unione dei due castelli.
L'abitato di Sant'Angelo in Lizzola prende origine intorno all'anno 1000 dall'unione di due antichi castelli, quello di Monte Sant'Angelo "Castrum Montis Sancti Angeli", e quello di Sant'Angelo in Lizzola "Castrum Liciole che distavano l'uno dall'altro pochi chilometri.
Si form cos nel marzo 1280 il nuovo stemma della Comunit: l'Angelo Santo Michele che unisce sotto la sua egida, per un'unica difesa, le due spade simbolo dei due castelli, spade forse nel passato incrociatesi per la lotta.
In seguito Sant'Angelo in Lizzola visse alterne vicende; fu campo di battaglia tra Guelfi e Ghibellini, nel 1445 giur fedelt ad Alessandro Sforza, nuovo signore di Pesaro e nel 1513 Papa Giulio II cedette tutto il territorio a suo nipote Francesco Maria II Della Rovere, Duca di Urbino e quindi Sant'Angelo in Lizzola venne eretta a contea e pass ai Della Rovere.
A ricordo dell'unione tra i due castelli e per celebrare questo significativo momento della storia del paese, quest'anno viene pro posto un evento - spettacolo, dal titolo "DUE SPADE UNITE", che lo illustra e lo ricrea, attraverso le suggestioni della musica, della danza e della lotta cavalleresca, all'interno della rievocazione storica in costume "Alla Corte dei Mamiani".
Lo spettacolo, nato da un'idea di Riccardo Marongiu, vede i "Tamburini e le Damigelle della Corte dei Mamiani" di Sant'Angelo ed "I Poeti della Spada" di Urbino uniti insieme per raccontare la storia di questo particolare momento, per un totale di circa cinquanta persone in scena. Le coreografie sono di Elisa Antonini, i movimenti di lotta armata ed il testo del narratore di Gabriele Tonucci, la musica di Riccardo Marongiu. Gli ingredienti della narrazione sono il fatto storico in s, la principessa amata e contesa, i due cavalieri rivali, San Michele Arcangelo patrono del paese, Tersicore la Musa della danza, la Corte che assiste imperterrita agli eventi, l'araldo narrante, i musici,gli scudieri.
Si assister a danze, alla scelta della principessa, alla lotta tra i due contendenti con l'incrocio delle spade per la vita e la morte, all'intervento celeste di San Michele, alla pace tra le casate e,finalmente, al matrimonio celebrativo ed all'unione delle spade. Naturalmente ci si concessi una certa libert espressiva, trattandosi di azione scenica che pi si avvicina al teatro che non alla rievocazione storica, mischiando realt, leggenda e fantasia. Il tutto per meglio raccontarvi questo episodio della storia, accaduto mille anni fa.


La Corte dei Mamiani Tamburini e le Damigelle
II gruppo storico dei Tamburini della Corte dei Mamiani nasce a S.AngeIo in Lizzola, all'interno della rievocazione storica che da anni coinvolge tutto il paese ed i suoi abitanti e che, nello stesso tempo, un'attrazione per tutti coloro che partecipano a quest'evento. Il gruppo propone un viaggio musicale ed estetico in un passato lontano, che rappresenta parte essenziale di ci che oggi il nostro modo di essere e vivere. Nato da un progetto scolastico, oggi formato da ragazze e ragazzi di S.Angelo in Lizzola e dei paesi limitrofi che, attraverso la pratica della Musica, sperimentano un diffcile ma gratificante percorso di studio ed impegno costante, sotto la guida del maestro Riccardo Marongiu, che anche autore di tutte le musiche eseguite. Al gruppo si aggiungono anche due o pi suonatori di chiarina (o clarino), l'antica tromba medievale - rinascimentale. I Tamburini in quattro anni di attivit sono cresciuti sia di numero che musicalmente, tanto da essere richiesti ed utilizzati gi dallo scorso anno in altre manifestazioni storiche e non.
Da poco stato creato un gruppo di tamburini junior, tutti sotto i dieci anni di et, che accompagna e si esibisce a fianco dei grandi, presentando anche una piccola performance in modo autonomo. Al gruppo dei Tamburini si affiancato, dallo scorso anno, un gruppo di venti danzatrici, le Damigelle della Corte dei Mamiani, in costume storico basato su disegni del XV e XVI secolo.
Ma non finita qui, perch i Tamburini e le Damigelle sono accompagnati a corollario da una trentina di figuranti in costume, che tutti insieme contribuiscono a formare la Corte dei Mamiani.
L'impatto per l'occhio e per l'orecchio veramente notevole! Ci si sente davvero trasportare in altri tempi e lidi, con intensa emozione ed appagamento per il cuore e con la gratifcazione interiore che solo la Musica in primis, e tutto il resto a seguire, dona all'animo nostro.
La Corte dei Mamiani composta da oltre 50 elementi:
14 tamburini under 16
8 tamburini under 10
2 chiarine
II Direttore dell'esecuzione
20 danzatrici
20 e pi figuranti


Anno 1584: inizia il feudo dei Mamiani
Francesco Maria II, ultimo Duca di Urbino, nel suo diario il 4 Aprile 1584 annota:"a quattro d'Aprile feci Conte di Sant'Agnolo, Castello nel territorio di Pesaro, Giulio Mammiano da Parma, gentil'huomo della mia camera".
Ha cos inizio il feudo dei Mamiani a Sant'Angelo in Lizzola, dove per la cerimonia ufficiale furono chiamati il notaio Andreoli e i testimoni Don Guidubaldo de Marchionibus di Monte S. Maria, Fabio Landriani, Conte di Montelfecino e Giovanni de' Tornasi, Conte di Montebello.
Da quel giorno Giulio Cesare divenne il nuovo Conte di SantAngelo. L'otto ottobre 1576 aveva sposato la mantovana Virginia Fantini, figlia del maestro di camera alla Corte Urbinate. Giulio Cesare Mamiani ebbe cinque figli: Francesco Maria nato nel 1579, Gianbattista nato nel 1581, Girolamo nato nel 1583, Angelo nato nel 1587 ed Ottavio nato nel 1584.
La famigliaMamiani,pur essendo originaria di Parma e nobile di quella citt, fu sempre profondamente legata al Borgo di S. Angelo tanto che, nel dicembre del 1841, dall'esilio Terenzio Mariani, ultimo Conte di S. Angelo, scrive cos al fratello Giuseppe:
Le grazie di cui godeva Giulio Cesare Ma miani presso il duca Francesco Maria della Rovere, gli permisero di aggiungere al suo cognome anche quello dei Della Rovere e, al suo stemma, la quercia Roveresca. Nel 1588, dopo un breve periodo trascorso in un palazzotto situato in via Vedetta (l attuale via Morselli), Giulio Cesare Mamiani d inizio alla costruzione del palazzo di famiglia, Palazzo Mamiani. Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II, la casata dei Della Rovere si estinse: tutti i loro possedimenti,e cos SantAngelo, passarono allo Stato Pontifcio, come stabilito da Francesco Maria II nel 1624, dopo la morte del figlio Federico Ubaldo.


DALLUNIONE DI DUE CASTELLI
L'abitato di SantAngelo in Lizzola prende origine intorno all'anno 1000 dall'unione di due castelli preesistenti, quello di Monte S. Angelo "Castrum Montis Scti Angeli" e quello di Lizzola "Castrum Liciole". Nel corso del medio evo il territorio di SantAngelo si amplia verso il fiume Foglia, annettendosi il piccolo borgo di Montecchio nel 1389. Durante il 1400 SantAngelo in Lizzola entr nella sfera di influenza degli Sforza, signori di Pesaro; segu poi le vicende del Ducato di Urbino, quando il Papa Giulio secondo cedette i territori sforzeschi al Duca Francesco Maria della Rovere nel 1513. Fu proprio il Duca di Urbino ad elevare a contea il castello di SantAngelo in Lizzola e a cederlo in feudo alla famiglia Mamiani. Le vicende di SantAngelo, da questo momento in poi, furono per lunghissimo tempo legate ai conti Mamiani, fino al 1885, quando mor l'ultimo rappresentante della famiglia, il celebre Terenzio Mamiani. L'altra famiglia nobile che leg indissolubilmente il suo nome a quello di SantAngelo in Lizzola, quella dei Perticari. Soprattutto tra la fine del diciottesimo secolo e l'inizio del diciannovesimo, a SantAngelo, grazie all'opera del conte Giulio Perticari, convenivano i migliori ingegni dell'epoca: da Vincenzo Monti a Rossini, da Leopardi al Giordani al Cassi. L'atmosfera culturale era talmente vivace che nel 1851 fu inaugurato il teatro (andato oggi completamente distrutto); i preziosi scenari dei fratelli Liverani di Faenza, che facevano parte del corredo scenico del teatro, sono scampati alla distruzione.

IL CASTELLO DI SANTANGELO
La breve salita di via Mamiani conduce, attraversando la porta d 'ingresso (in passato collegata al borgo dal ponte levatoio), a piazza IV Novembre, la piazza del castello. Sull'arco spicca lo stemma caratterizzato dall'orso rampante, simbolo dei Mamiani e dalla quercia simbolo dei Della Rovere. Lo stemma sovrasta una lapide in memoria del conte Vincenzo; a sinistra,una targa ricorda la fondazione del teatro "Perticari ", mentre la lapide a destra dedicata al santangiolese Giovanni Branca, architetto e ingegnere.
Domina la piazza l'imponente mole di Palazzo Mamiani, costruito a partire dal 1588 e dal 1936 sede del Municipio. Secondo la tradizione all'antico assetto della struttura, pi volte rimaneggiata, contribu anche Giovanni Branca; dell'edifcio originale, quasi completamente ricostruito dopo la II guerra mondiale, resta oggi solo la torre alta 20 metri, che domina l'intero paese. Il piano interrato del palazzo ospita l Archivio comunale e la Biblioteca.


UN CITTADINO ILLUSTRE : Giovanni Branca (1571-1645).
Tra i cittadini illustri non si pu dimenticare di citare Giovanni Branca, che nacque a SantAngelo nel 1571, in una casa fuori le mura del castello.
Dal libro dei Battesimi, che si trova nell'archivio della Collegiata, si sa con certezza che Giovanni Branca fu battezzato il 22 aprile 1571.
Fu architetto della Santa Casa di Loreto, lasciando in quella citt opere importanti, come il consolidamento delle mura e l'edifi cazione della Porta Marina oltre ad averne ripristinato l'acquedotto. Ma il suo ingegno non si limit all'edilizia, infatti fu il primo che pens ad utilizzare il vapore come forza motrice: nel trattato "Le Machine" spiega come possa essere utilizzata la sua invenzione e quali benefci se ne potevano trarre. La sua macchiana consisteva in un semibusto di bronzo vuoto, contenente dell'acqua, la quale giunta in ebollizione, si trasforma in vapore. Questo uscendo per l'unica apertura che si trovava sulla bocca del semibusto, percuoteva orizzontalmente gli spessi segmenti di una ruota, la quale, unita ad un facile congegno di altre ruote, metteva in moto dei pestelli per la composizione della polvere.
Questa la spiegazione sul funzionamento della macchina che fece lo stesso Branca: "Da qualsivoglia figura si pu cavare principii e fondamenti buoni per servirsene all'occasione. La figura XXV fatta per pestare le materie per fare la polvere, ma con un motore meravaglioso, che non altro che una testa di metallo con il suo busto segnato per A empito d'acqua per il foro B posto sopra carboni accesi nel focolare C, che non possa esalare in altro luogo che nella bocca in sito D; far fato cos violento, che la ruota E e il suo rocchetto F dar alla ruota G, e con il suo rocchetto H muova la ruota I, quale con il rocchetto K muova la ruota L con il cilindro impernato per alzare i due pistoni N O inseriti nelli sostegni P Q, quali alzandosi a vicenda sopra i vasi di metallo M, si pestano la polvere ed altre materie che abbisognano"


I fichi : pegno per il duca Francesco Maria II
Tra i prodotti di eccellenza delle colline santangiolesi spesso le guide pi antiche citano i fichi : fichi di tal bont che meritarono d'esser ricordati dal Bembo, dal Castiglione e dal Tasso (Giuliano Vanzolini, Guida di Pesaro, 1883)".
Singolare la storia che lega i fichi a Sant'Angelo alla famiglia Mamiani: infatti un mazzo di fichi secchi figurava anche tra i "pegni" richiesti da Francesco Maria della Rovere ai Mamiani. L'indicazione di tale obbligo emerge dalla lettura delle "Comunicazioni ed ordini" che il Conte Giulio Cesare Mamiani inviava al suo Vicario di S. Angelo.
Una prima indicazione la troviamo nella lettera del 20 settembre 1584 nella quale il Conte ricorda al Vicario "l'obbligo che abbiamo di pagare il censo.. ..viene alli 29 de! mese presente" e pertanto lo invita a preparare "il mazzo di fichi che si deve per farne questo effetto in tempo
L'apprezzamento che lo stesso conte aveva per i fichi emerge anche da un'altra comunicazione del 1594, dove nelle righe iniziali si legge:
Vicario Mio carissimo
questa sera al suon dell'Ave Maria sono arrivati qui gli dui mandati con il mazzo di fichi, che da mesi stava aspettando con in finitissimo desiderio


PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE


VENERDI 30 LUGLIO
Anteprima della festa - ingresso libero
ore 19:00 Apertura delle mostre.
ore 20:00 Cena tipica nelle taverne
ore 21:15 Musica e poesia alla Fonte dei poeti
- anteprima dell'opera Orlando Furioso
- rassegna artistica di Versi...di Note...


SABATO 31 LUGLIO
ore 18:00 Apertura del mercato rinascimentale,attivit ludiche per bambini di ieri e di oggi, botteghe artigiane e mostre.
ore 18:30 Esibizione del falconiere, battesimo della sella con i cavalli di Zorigo.
ore 19:00 Cerimonia di consegna e benedizione del palio,
ore 19:30 Cena tipica nelle taverne,
ore 21:00 Spettacoli:
- Giullari e giocolieri- L'erba mattadi Perugia.
- Teatro di burattini teste di legno Manigoldo e Babbeo di Jesi.
- Gruppo storico tamburini e danzatrici della corte dei Mamiani.
ore 23:00 Esibizione notturna del falconiere a cavallo Freddy di Predappio.
Musica rinascimentale con i BARBARIAN PIPE BAND di Biella.


DOMENICA 1 AGOSTO
ore 17:00 Apertura del mercato cinquecentesco, attivit ludiche per i bambini di ieri e di oggi, botteghe artigiane e mostre,
ore 18:00 Inizio del palio e gare fra i quattro rioni,
ore 19:00 Cerimonia di investitura e corteo storico con suonatori di chiarine e musici:
- La corte dei Mamiani.
- Gruppo storico"! poeti della spadadi Urbino.
- Compagnia d'armi Ordine delle croci di Trieste.
- Associazione Schola hominum burgidi Ravenna.
ore 20:00 Cena tipica nelle taverne e banchetto rinascimentale in piazza,
ore 21:00 Spettacoli:
-Animazione dei giullari e giocolieri Lerba matta di Perugia.
-I burattini teste di legno Manigoldo e Babbo di Jesi.
-Gruppo storico tamburini e danzatrici della Corte dei Mamiani.
-Spettacolo di grande impatto emotivo della compagnia:
ATMOdi Bastia Umbra La leggenda di Prometeo con trampolieri,
macchine pirotecniche e giochi di fuoco.
Musica rinascimentale con i Barbarian pipe band di Biella.
Luminarie finali dalla torre.




Piccola guida per il visitatore
Per approfondire la conoscenza di Sant'Angelo in Lizzola segnaliamo la recente pubblicazione di una piccola guida tascabile per visitatori e turisti (in versione bilingue, italiano e inglese) che abbraccia l'intero territorio comunale, dal suo capoluogo al resto della "sua contea ".
Una guida pensata per il visitatore o turista veloce, per poterlo accompagnare nella sua visita nel nostro territorio, fornendogli gli elementi utili per orientarsi e capire il posto in cui si trova solo di passaggio con uno sguardo particolare alla parte storica che riguarda il territorio.Territorio che in evoluzione,che profondamente trasformato ma che comunque racchiude ancora cose preziose.
Info: Comune di Sant'Angelo in Lizzola - 0721.489711 www.comune.santangeloinlizzola.pu.it

CARTA DI IDENTIT Altitudine minima m 45 s.l.m. Altitudine massima m 312 s.l.m. Coordinate 43 '49 '40 " N 12 '48 '6 " E Superfcie 11,60 kmq Frazioni ApselIa.Montecchio Abitanti 8.500 Provincia Pesaro e Urbino Regione Marche Distanza da Pesaro 15 km


SERVIZIO BUS NAVETTA GRATUITO (sabato 31 luglio e domenica 1 agosto)

Partenza: ore 18 e ore 21 da viale Trieste - rotatoria DAnnunzio, angolo via Rosselli, p.le libert (palla di Pomodoro), angolo v.le Marconi, v.le don Minzoni, p.le Matteotti, v.le Granisci, v.le IX febbraio, stazione F.S.,via Solferino (parco Miralfore), Villa Fastiggi, Villa Ceccolini, Sant'Angelo. Ritorno: ore 22,00 e 24,00 (SantAngelo in Lizzola - Pesaro)



I Menu
Le taverne del "Castello" e del "Borgo" propongono men taratteristici ispirati alle tradizioni locali.

Taverna II Boccale
Strozzapreti del duca
Tortellini rustici
Penne del boccale
Arrostino di tacchino reale
Stinco medievale
Erba, patate fritte, gratn
Verdure grigliate, fagioli
Piadina farcita con salumi del borgo
Dolci


Taverna Del Viandante
Antipasto del falconiere
Spezli del viandante
Ravioli del conte
Tortelli della damigella
Carne alla brace
Fiorentina
Gratin insalata, fagiolini
Patate fritte
Olive all'ascolana
Piadine farcite
Dolci


Taverna Del Castello
Ravioli del duca
Gnocchi alla castellana
Oca dellarciere
Fagioli alla popolana
Trippa pizzichina
Piadina del castello
Gratin, insalata, erba cotta
Piatto freddo del girovago
Dolci


Rifugio La Grotta
Per una dolce pausa..
Piadina farcita
Dolci, frutta e bevande

 

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